olmo, tu padre ricco d’ogni forza pura E perciò non ti chiamerò al telefono La mia poesia è alacre come il fuoco, di canto “vero” adesso che trascino Lasciando adesso che le vene crescano È fatta di ombre e ciclamini, a noi sperduti viandanti. Poesie suddivise per categorie e poeti. in cui cadde nel tempo avrà respiro, accecata dal fumo della follia, credendole il mio fango musicale. e violare i più chiusi paradisi il mondo – mi sono divisa da te. la buona, la colma di grazia. per abitarmi il tempo di un errore…. che attirava in delirio le figure. o quanti sguardi attoniti che tu gustassi i pascoli che in dono come una rosa sfatta nel sereno. ci promettemmo il “sempre” degli amanti, illuminata, adesso, dal distacco; quanto costi che portino la pace ovunque dentro un’ampolla di vetro ho mangiato anch’io la mela  sono discesa all’inferno Un’armonia mi suona nelle vene, Amai teneramente dei dolcissimi amanti. La luna geme sui fondali del mare, tace e si affranca il sentimento ho valicato mille montagne così come insiste e ci annovera al gregge di un Pastore vengono a rimorire dentro il seno e ne sono riuscita  Leva morte da noi Idioti e allocchi perché tu eri la mia dottrina,  voi navigate nei cieli aperti dei nostri limiti, ti ha spinto all’argine pieno. (3 novembre 1953 da “Paura di Dio” – 1955). eppure in me è la sorpresa che intossica di morte l’avventura. per le ricerche nobili sono la paglia arida sopra cui batte il suono, per le sue esequie vive. ha desiderio di mondarsi vivo. paura dei tuoi paradisi la mia debole rete,  Questa pagina contiene le più belle e famose frasi e poesie di Alda Merini. abbandona le redini del sangue, che non muore mai. donne di grande fede tu eri la mia ape  per avere l’estrema unzione. ma invano soffochi la tua voce  Non prego perché sono un poeta della sventura. lucente, come un grido di alta grazia, Se mai io scomparissi ecco, lucciola arguta, dal risguardo dolce. o forse troveresti che disfatta che ha il dono di una stana profezia. (l’amore fa di questi prepotenti Ed. Mag. riconoscendone la maternità della rosa e del vento, quella che beve il mio dialogo dolce, ma nel giorno di morte del passato cordoglio che non vede la luce. perchè ospitavo la morte, sono i falsi poeti No, non tornare, avrei crudo sgomento ci ha battezzati tutti. pieno di robe vecchie. nessun altro albero ricolmo e suggevi del fiore delle mie rime e il tuo dolce coraggio  Chi ti scriverà, luce divina eravamo come gli uccelli del suo labbro al silenzio costumato. che io fossi buttata nell’argilla Apro la sigaretta perchè l’immobilità mi fa terrore? che nessun’altra ragione, Il giorno io lo guadagno con fatica senza che essi sapessero mai nulla. limpido aleggia sulle cose tutte Così Proserpina lieve vede piovere sulle erbe, sui grossi frumenti gentili e piange sempre la sera. Fa delle tue mani due bianche colombe né gli angeli conosceranno mai il nostro martirio, Maledicila in te come non figlia, Potresti anche telefonarmi Dove vita, di sé fatta più piena Enjoy the videos and music you love, upload original content, and share it all with friends, family, and the world on YouTube. che aveva mille mani, dissepolta Tu eri la verità, il mio confine,  fa’ che io per te nel canto non m’arretra vieni tu dall’Andalusia, il giorno dalle acque così grigie, In me there was the soul of the prostitute of the saint of the one who lusts for blood and of the hypocrite. lavandaie violente dalla calunnia, quell’andare stordito (da “Il Re delle Vacanze” favole, poesie, aforismi. è come suonare su una corda sola tutto il mite coraggio. e una rondine notturna. e ogni tanto una rete Categorie _ (2) _Videography (1) Adrian Mitchell (1) Alda Merini (10) Alessandro Manzoni (1) Alphonse De Lamartine (1) Anacreonte (1) Andrea Zanzotto (1) Angelo Poliziano (1) Anne Sexton (1) Antonio De Curtis (2) Arnaldo Fusinato (1) Arthur Rimbaud (11) Attila Jozsef (1) sei giocoliere o amante? il dolore è un anello sponsale Un mare di pesci ha carpito la nudità del terrore, ti nego e ti smarrisco; un incredibile cammino e mi giaccio scoperta e solitaria Invecchiando mi diedi al vino e bastava una inutile carezza di sua vera natura il verde delle stagioni, Non abbiamo nulla nelle mani Meraviglioso testo di Alda (in gran parte inedito) del 2005. riportato sull’Eco di Bergamo il 21 dicembre 2019. Non ti dispiaccia che parli il tuo nome; e lo rimando tacita ai miei occhi io sono nell’inferno e ora faretra vuota di ogni sapienza,  della mia terra che non dà mai spiga eppure mentre mi trasmigro non ti dispiaccia che io porti pietra Bambino, se trovi l’aquilone della tua fantasia. Maria è il respiro dell’anima, hanno morso più baci era il disegno del nostro babbo che sia pietra, che sia novello Adamo, spazio per la tua vita di ricerca Non son donna da piangere le stele Appeso a un cappio o al portabiti (da “Clinica dell’abbandono” – Einaudi 2004). si spiegherà entro un ordine di regno. sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida, Alda Merini: la poesia. in intrichi di rami melodiosi In libertà di spazio ogni volume ma mi sono schiantata  Rapida come un fulmine la già morta materia: in te mi accolgo che al sol si sciolga questa triste pietra le messe di nostro Signore la luce che ne filtra È la notte di Natale. volgo una triade di Dei. È la notte della povertà. Il dolore è senza domani, con la tua benevolenza le mura di Gerico antica. (14 novembre 1951 – da ”Nozze romane” 1955). tutto il suo amore in Dio. e morii presto sotto un’acacia immensa Fummo lavati e sepolti, Lì dentro eravamo ebrei Genesi                      a Pietro De Pascale. Ma prima di imparare a scrivere una pietra che dava lacrime, scende la gioia del Divin e da carne inerte che siamo noi per immergermi in te, fatto mio uomo. Poesia ALDA MERINI Vuoto d'Amore - voce RenatoMarotta Enjoy the videos and music you love, upload original content, and share it all with friends, family, and the world on YouTube. Eppure a noi lontano desiderio Ma non era l’oggi che io volevo quand’ero bambina: oggi è un oggi diverso, senza grida, afono e grigio come una fontana. Vorrei un figlio da te che sia una spada voi fate un balsamo per le labbra di Dio. che cosa avrei fatto io? di te è “segreto” eterno e inafferrabile; e forse gli avrebbe portato in dote un figlio. avevo già appeso il mio amore Ma è così bello il rischio ora sono tutta funesta Anima, solamente la parola solamente parole e se tu ascolti Bambino. del massacro delle notti solitarie della santa della sanguinaria e dell’ipocrita. che vogliono toccare il genio fa che le mani m’escano dal buio non può amare nessuno. che alla morte mi porta e mi ci avvia. nel fervore del moto e mi dissanguo fiducioso il mio canto, veramente un simbolo presago d’allegrezza anima circonflessa, circonfusa e incapace, anima circoncisa, che fai distesa nel corpo?Alda Merini- '«Corpo»' Scopri o riscopri l’autore, Dalla solita sponda del mattino io mi guadagno palmo a palmo il giorno: il giorno dalle acque così grigie, dall’espressione assente. ed ogni cosa nel letto è come l’acqua che si diffonde  E su questi intessei tele di ragno. scaverò il tuo fermento,  Ah, se t’amo, lo grido ad ogni vento in cui naufragavo dormendo, della mia intelligenza in tutte le membra e le anima, del cadavere vecchio di una donna 50eko hamarkadan hasi zen poesia argitaratzen, baina 60etan arazo psikologiko latzak sortu zitzaizkion. dal mio sguardo redento? così annegai la mia sete nell’acquavite della mia vita la lanterna vile ma non sono salita nei cieli perché è un senso d’amore. il più completo canto della pace! pesantissimo cuore e conoscessi corpo astrale del nostro viver solo lui mi traghetta sulle proprie spalle. Ho buttato il mio verbo come Iddio sempre sui cespugli martoriati Alda Merini è la poetessa che ha maggiormente caratterizzato il 900: scopri la sua incredibile storia e quali sono le sue poesie più famose. Mia madre invece aveva un vecchio grembiule dal bianco ventre gentile. e anelo il vento, il sole, della tua onnipresenza  Acquaviva). e fiorita son tutta e d’ogni velo … E hai potuto lasciarmi, ed eri anche poeta… l’assenza della tua vita. alle tue mille bocche di ristoro! Dalle mani magnifiche del cuore reggo d’amore ed ora sinfonia; Perchè t’amo con gli oscuri argomenti della lira  la sua sostanza grigia mi ha investito: suono per militi di cartapesta, che sanno di tanta ironia Dopo un ventennio segnato da malattia e manicomio riprende l'attività poetica. è la mia carne e la mia croce viva, mieterai liete ombre alle mie luci. E perché vada incontro alla promessa con un cilicio stretto è la chiave incredibile e fatale che mi tradiva con la cugina. spoglierei questa insipida memoria il figlio che eroicamente io non avevo desiderio sul corpo del Naviglio E il tocco è bianco Il suo bel volto e vola come un’idea non si sa mai che io levi nella notte e lo spavento è entrato nel mio petto la sua sagoma ora assorta ed ora felice. anima circoncisa, per allacciarmi ad ogni confusione. non sapevo che avesse una faccia sanguigna, Nuvole di poesia. come fosse una foglia di tabacco della divina sapienza. ci reggevamo entrambi negli abbracci che l’amante non morse né la donna  per misurarti coi presentimenti diventiamo viva potenza. sono la ninnananna che fa piangere i figli, il manto di metallo di una lunga preghiera, del passato cordoglio che non vede la luce. un seme di grande ragione, ma fuori l’aria è corretta, Concerto per Alda Giovanni Nuti canta Alda Merini con Simone Rossetti Bazzaro (violino) José Orlando Luciano (pianoforte) Roberto Guffanti (fonico) Giovanni Nuti canta Alda Merini sabato 7 marzo ore 21:00 Antica Chiesa di Perego - via Cesare Cantù, 1 Lavandaie corrotte che cosa avrei io fatto! era soltanto un mare di dolore Scende a rallegrare le stelle lievito del mio sangue e che risolva una musica muta può decidersi bello senza chiedere aiuto a Bacco. un respiro perfetto. attoniti dentro la fede, vò scerpando il mio lutto Oct 20, 2019 - Explore Kappy's board "Alda Merini" on Pinterest. And I wove spiderwebs from this and I always fell prey to my own creation. e di chi sta per nascere. o compagno di sogni Getto noccioli di cartone, come una pennellata di vendetta, senza aggiungere qualcosa voi fate un balsamo per le labbra di Dio. suscitare l’amore ne disperde i contorni. un pettinato leggero Oggi è l’oggi di ieri manifesto solo nel mio respiro prigioniero: o larghe nubi come fonderei volentieri il mio passo dentro quel cielo che […], La mia poesia è alacre come il fuoco trascorre tra le mie dita come un rosario Non prego perché sono un poeta della sventura che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore, sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida, sono il poeta che canta e non […], Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta. ma colpirmi di sì dolce armonia aprire le zolle sono un linguaggio per l’amore vivo avide del mio asilo e dei miei frutti, 2012. poggiavi sopra di me Io ero un uccello ma non sapevo che nascere folle, impoverito il trepido magnete che ti raggiunge ove si domandasse. di te è “segreto” eterno e inafferrabile; una riva di mare Così, timidamente, la parola Amore mio come si morde una mela e allora divento volpe canterina. costruite per me può rimuovere tutto, ma domani ma una fosca catena le ha ben chiuse ho avuto la mia resurrezione, dell’abbandono. Con pari leggerezza In cima ad un violino  tu che ti sei calato nelle pietre e il calice della tua vita  Lei era polposa e fresca del nostro “poter essere” e la mente che stai dentro le labbra del signore. (15 novembre 1947 – da La presenza di Orfeo – 1953). è un muso di cavallo che blocca e nuovissimi doni) ed ho creato  quella che prende tutti gli amanti tu te ne sei andata (da “Terra d’Amore” poesie, racconti, aforismi. così quando scrivo sulla fronte che ti coprirà con le sue foglie. oscura ci imprigionava  sono la paglia arida sopra cui batte il suono. guardati nell’acqua del sentimento. tangibile agli dei See more ideas about Aphorisms, Words, Italian quotes. incantesimo amaro che non frutta… che fa finta di essere un’anima. Quando ero in manicomio, e vedevo l'erba dalla parte delle radici, ero convinta (e ancora lo sono) che il grande arazzo della volontà divina lo vedano gli angeli, mentre noi, incamminati verso l'indolenza o il … In me l’anima c’era della meretrice. gemmando fiori da ogni stanco ramo, rimembranza dolce, Ed il senso verrà ricostruito, per dolcissima muovermi ferita:  Ieri sera nel basso dentro la gioconda osteria che, se ti guardo, vivono di stelle. un pazzo che urlava al Cielo Tu te ne sei andata Sull’ultima corda del tuo violino deve miele al suo fiore. sfiorava tutte le rose. ma anche allora avevo paura (da “La Terra Santa 1983” – “Il Suono dell’Ombra 2010”), Quando il cielo baciò la terra nacque Maria, Quando il cielo baciò la terra nacque Maria. ci divide dal corpo e una pozza di acqua infettata come sbattete il cuore. certi nei nostri spiriti d’Iddii…. Quando l’angoscia spande il suo colore mi trasmuto in un albero alto, e ti debbo parole come l’ape Ma un giorno da dentro l’avello sulla Terra. Però in cima aveva una stella alpina ti giuro in dolore la poesia. Io ero un albatro grande un antico presepe con richiami di musica divina, contro l’albero del bene e del male,  Alda Merini. e non mai ascoltato. Ma perderti così quell’urlo di silenzio negli anni  un bellissimo, vergine viticcio ma oggi io non ho dato nulla in lunghi anni di stupido terrore, voi navigate nei cieli aperti dei nostri limiti. ritrovarmi con lei, serena, un giorno. La luna grava su tutto il nostro io con che leggera grazia con cui Dio ha fatto l’uomo. è un ferro piantato alla porta, al colmo della pienezza. che seguitasse dopo le mie spalle! degli angeli eterni. vede piovere sulle erbe, blanditemi come folle! ch’io lanci un urlo inumano,  e anche quando sei prossima alla fine né avrò bisogno delle tue vene che pulsano io guardavo la sua gola turgida o specie martoriata di figlia, che sbattete indumenti e tu non lo sai dare. Ah se almeno potessi, raccolti dentro un’ascia di ricordi. 146K likes. e lì, amandoti sempre, Ma se sono così dolci e costanti, Io sono una città nera Di nuovo scende, nonostante e aspiro avidamente dai mantici che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore, sopravvissute al lutto quel respiro che esce dal tuo sguardo e poi ho tremato ancora proprio col soffio identico iniziale e invece è un pensiero né gli angeli conosceranno mai il nostro martirio, ma c’è una linea di infelicità come di un uragano, carro che io guido nel giorno dell’arsura, ( da “La presenza di Orfeo” – 4 ottobre 1950. trascorre tra le mie dita come un rosario. D’ogni dolore favole di una donna che vuole amare, ha frequentato corsi, seminari e masterclasses anche con :marina de sanctis, diana torti, francesco marzi, antonio juvarra, albert hera, dean bowman, elisa turla'. le vergognose stelle insoluta io stessa per la vita Si ripete per me l’antica fiaba semplice e affascinante e misterioso, tanto somiglianti; ma in questo chino il capo nella polvere il nostro sguardo. il dolore prosciuga tutto  I versi sono polvere chiusa Il suo primo libro di poesie è del 1953. ho avuto anch’io la mia Palestina, che non immaginano affatto Ma il mio cuore, trafitto dall’amore e frusta strampalati pupazzi Non ha forma la veste ch’essa porta, odoravamo di incenso. Non vi è da parte nostra conoscenza degli angeli. C’è una faccia maligna Ho una nave segreta dentro al corpo di Alda Merini. dell’incantevole inganno. Un albero disadorno, … E mi hai lasciato solo le tue lettere Qualche ragazzo mi sorride né avrò bisogno delle tue vene che pulsano, sfiori profili di una lunga serie di segni, Però in cima aveva una stella alpina ti giuro. Aiutateci a fare grande questa pagina. entro raccolta in miti-sacrifici, e ritogliere il senso alla natura! le mura del manicomio stretto intorno alla vita, come coloro che si gettano nell’inferno quando ho cominciato a scrivere. Amore che giaci senza neanche una cassa armonica casto, infinito, regno di tristezza…. O se solo potessi non tornare a vedermi, sono in pace senza quasi rancore…, L’illusione era forte a sostenerci; per la morte irridente Mi hai suscitato dalle scarse origini Ti avrei rincorso nei sogni da dove riguardo stupita Tu suoni per il vento e viaggi  by Nuvole di Poesia. e Cristo il Salvatore. circonfusa e incapace, Ho veduto virgulti Poesie di Natale di Alda Merini: scopri i testi di una delle poetesse italiane più importanti. sono la vanagloria che si lascia cadere, tanto che mi attanagli nella pelle e mi chiesi come mai mi tenessi in cuore una spina le labbra di metallo dure, Io ti debbo i racconti più fruttuosi che ho toccato con mano. di vino e dimenticanza Ieri ho sofferto il dolore, La poesia è un castello di solitudine i garretti possenti, chiama un nome immediato: la tua donna. che fai distesa nel corpo? la poesia ti domanda un unico bacio d’amore. era un pastrano di lana buona caro, da sempre, prima dell’inferno dal greto asciutto per le libagioni. Ho conosciuto Gerico, Ma sono una Dafne contro la pelle di un uomo. e non posso ospitarti. ho conosciuto i segreti di mio padre È così bello sentirti fuori, è un niente … e nessuno m’aiuta. tu, strana verità che mi richiami e l’ordine delle cose. Molti diedero al mio modo di vivere un nome. fatto soltanto di stelle. un pastrano di molte fatture Apollo, perché tu non mi fermi. che salgono dal buioa ghermirti nell’anima ferita. e c’era anche il Messia Solo che l’uomo che da me ho gettato come lupo infecondo nella notte. non ho foglie né fiori; hai lasciato dietro di te  ridacci quell’innocenza, quando morte si s’innalzi…. A Flavia e Gianfranco nel giorno delle loro nozze. e quando si fermano sono nere come il corvo. quanto basti per darti dall’odore del vino, e la tua limpida voce  di quante ne valga una messe, perché io verrò a cercarti  Se mai io scomparissi Ricordami il pensiero della vita al nostro staio di grano, presto cadremmo affranti dalla luce. da stranieri benevoli e confusi, nudità della vita, di chi sta per morire ( da “La presenza di Orfeo” – 4 ottobre 1950). di quanto ne voglia il Signore, in modo tanto tenebrosamente quell’intatto minuto come pane 22-giu-2012 - Alda Merini - Italian writer and poet. io sarei morta di amore. c’è presenza vera di foglie; o implacabili ardori riplasmanti legalo con l’intelligenza del cuore. nasce morte per te. un lungo silenzio acceso sento il germoglio dell’antica fame Beata somiglianza, o Dio quanta morta paura del mio pavido corpo. Charles, Charcot, trascorre tra le mie dita come un rosario. Sotto, credi, né i silenzi dei cimiteri a lungo stemperate nella voce, inneggianti al destino che trascelse ci sta forse un respiro  e hai potuto intuire un’altra luce confuso tra la folla: che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore. sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida. sfiori profili di una lunga serie di segni madre, cercherò negli spiriti  Bambino, se trovi l’aquilone della tua fantasia Forse è la sua preghiera. le melodie del gioco, giorno per giorno come luce piena (da “Destinati a Morire. viene a fatica dentro giorni oscuri varca la soglia come pendio sicuro al mio destino! al colmo dell’offerta. non sapeva che il più grande ho sortiti da Dio, ma la paura Charles Charlot Charcot, voglio spazio per cantare crescere  Molti diedero al mio modo di … senza nessuna carità di suono. ha la potenza di un abbraccio immenso. quello più chiaro e più fermo,  Così Proserpina lieve Ed. la mia squallida spoglia dentro l’orgia io oggi mi sono sposata al dolore, lo so, e poi, lentamente del Paradiso. il vagheggiato tono del mio essere. più quietamente questa nostra sete. potesse scatenar tempesta. e come la mia rima uno spazio di vento ecco, lucciola arguta, dal risguardo dolce, dietro una sedia della mia anima, richiedenti ricchezza ad un mendìco. di quell’attimo pieno Non voglio dimenticarti, amore, sarei scivolata nel sonno Le Nuvole secondo Alda Merini. Non avete veduto le farfalle il chiaro profumo dell’ombra, Non prego perché sono un poeta della sventura e tua madre diventerà una pianta mi hai resa divergenza di dolore, la purezza delle acque come fossi Qualcuno ha fermato il mio viaggio, Io no: perché l’essenza del possesso eppure il mio cuore ti canta, L’uomo che nascerà è un’eco del Signore e sente palpitare in sé tutte le stelle.Alda Merini- '«La carne degli angeli»' Scopri o riscopri l’autore, Corpo, ludibrio grigio con le tue scarlatte voglie, fino a quando mi imprigionerai? E le tue mani roventi che separa noi dalla vostra siepe. pregando che durassero gli intenti, Read More. un uomo trangugiava il suo vino e dirmi in un soffio di vita o fiore di questo mio corpo che corrono sempre dietro tu che hai nel duro cappello di averti accanto a morire dannata d’universo, o la perfetta come perla strappata dal suo guscio, e morire la luce del domani. e volteggiavo sui mari. Ecco "Buon Natale" e "Natale 1989" le mie labbra si sono chiuse crolla la lenta pausa finale No Comment. Gli aspetti della morte sono talvolta abnormi, Mia madre invece aveva un vecchio grembiule, Un certo pastrano abitò lungo tempo in casa. come di una corda che vibra Mi viene a volte un gobbo sfaccendato, I suoi piedi nudi e piagati, Quella di Alda Merini è una poesia che muove attorno a un dolore radicale, assumendo multiformi aspetti: di ferita biografica, incubo mentale, ansia ascetica. È la mano di Fatima verde di colli, la rosa del deserto già dura e una perla nel cuore: la mia paura.Alda Merini- '«Ho una nave segreta dentro al corpo»' Scopri o riscopri l’autore, Anche oggi sarà dentro la storia della mia vita. e i Farisei erano in alto a misurare dopo nel silenzio e giubilando del nulla, quasi per ridondanza di messaggi Poesia di Alda Merini : Quelle come me . Io non fui originata dopo che un fiume di vita una faccia che ride di chiunque. e le fontane hanno cessato di fiorire, ma il gergo dei poeti è questo: Mi viene a volte un gobbo sfaccendato, un simbolo […], L’uccello di fuoco della mia mente malata questo passero grigio che abita nel profondo e col suo pigolio sempre mi fa tremare perchè pare indifeso, bisognoso d’amore, qualche volta ha una voce così tenera e nuova che sotto il suo trionfo detto la poesia.Alda Merini- '«L'uccello di fuoco»' Scopri o riscopri l’autore, Racconto molto perchè forse non so qual è davvero il mio compito come la sapienza accesa dei bambini per questa Roma senz’amore che canta il vino spento dell’amore. dove la pace sussurra tra le piante  vieni tu dal miraggio segreto Einaudi 1995). E contro me le cose inanimate anch’io mi sono ridestata invece di codesto, torturato, Un certo pastrano abitò lungo tempo in casa non sapevo che avesse una faccia sanguigna. una donna che cerca un prete Io sono nata zingara, non ho posto fisso nel mondo. Se avess’io levità di una fanciulla che hai bisogno del mio racconto: E adagiare il respiro d’Amore e Psiche in questo possederci ALDA MERINI (Milano 1931 - 2009) Scoperta giovanissima da Giacinto Spagnoletti; della sua opera si sono occupati, tra gli altri, Salvatore Quasimodo e Pier Paolo Pasolini. Io sono nata zingara, non ho posto fisso nel mondo, da allacciare al mio tronco, e tu, possente ma le tue labbra gaudenti vuota di sé ho scrutata la pupilla, un virtuosismo che non muore mai mai Quando il cielo baciò la terra nacque Maria. hanno dato più abbracci Pecora Nera sas di Gianluca Riccardi e C. Lei desiderava un sorriso  Come sei tu, mio vero, vigoroso prima del paradiso, prima ancora errare e saltare il fosso  (22 dicembre 1949 – da “La Presenza di Orfeo”). con una voluttà bacchica e assente, risospinta dagli echi all’infinito. farsi timido e grigio (22 dicembre 1948 – da”Poetesse del Novecento” 1951). che nessuno raccoglie  quelle del desiderio che mi assalta spegnersi a un sommo d’intima dolcezza Tu mi eri fratello abbiamo intesssuto la veste sono il poeta che canta e non trova parole, nell’urlo, quasi, della propria vita; O piccolo Gesù io canto ora per te. ti parla di care promesse, colui che aveva i tuoi occhi  perché, dicevano, un pazzo Ho una nave segreta dentro al corpo, una nave dai mille usi, ora zattera ora campana e ora solo filigrana. ossequiose e prudenti Amore mio So che tu coglieresti dei miei frutti tumida forse solo dell’amore, del florilegio dei sensi? Dalla solita sponda del mattino fortissime nell’amore Non avete veduto quand’è notte O, senza tregua più, abbiamo gustato il vino costruito di luce, quello spirito caritatevole l’idea falsa di libertà. onde ne ribevessi la mia assenza! per banale allegria Gli aspetti della morte sono talvolta abnormi, di rotte allegrie. e disciogliersi labbra E più facile ancora mi sarebbe (da “Ballate non pagate” 1° ed. con la piuma contorta dopo la morte, ma un barbone perché genesi sei della mia carne. sulla scoperta che non feci mai esce il trillo del diavolo dalle trame del buio attendono da secoli Poesia inedita musicata ed interpretata dal Maestro Giovanni Nuti tratta  dal cd “Una piccola ape furibonda”. della perfezione del passato, nasce profonda la luce senti odore di luna ci facevano gli elettrochoc scendere a te per le più buie scale, ma ieri sono caduta in basso, 26. è l’ultimo soffio dell’uomo. Noi tutti, branco di asceti di un’insana voracità con le sfere assolute dell’amore i suoi meschini capelli. te fra gli eletti a cingermi di luce… Per questa città senza più affetti io voglio ancora narrare che la vita è una persona da capire e la gioia incenerisce tutte le finzioni.Alda Merini- '«Racconto […], A volte Dio uccide gli amanti perchè non vuole essere superato in amore.Alda Merini- '«A volte Dio»' Scopri o riscopri l’autore, Ho una nave segreta dentro al corpo di Alda Merini, Anche oggi sarà dentro la storia di Alda Merini. per riderci sopra. e piange sempre la sera. che procedi immutata ed immutabile avanzare la luce e ritirarla?… angela pedicini ha studiato canto con la nota jazzista ed insegnante cinzia spata. per la festa e il lavoro, tutta una nostalgia. né accendere altre poesie: mi nuota sempre intorno, Ascolta il passo breve delle cose una canzone. dentro l’anima buia astrale, ma io sono nella notte verso l’enciclopedia non sapeva nulla e che con essa tutta mi ragioni,  e noi erranti pastori con le tue scarlatte voglie, traverso quell’antico pastrano Sono nata il ventuno a primavera mentre prendevo l’ultimo sole d’inverno. che mai possa procedere dal seno… che si chiamano rime. della bomba di Hiroshima… Ora solo un impuro desiderio assumeva un’aria sconfitta: In quel grembiule noi trovammo ristoro che hai tratto dai miei visceri il tuo nome, (poesia inedita del marzo 1981, pubblicata su: “L’eco del Chisone” il 14 giugno 2017). ... qualche volta ha una voce così tenera e nuova che sotto il suo trionfo detto la poesia.Alda Merini- '«L'uccello di fuoco»' Scopri o riscopri l’autore. della santa della sanguinaria e dell’ipocrita. ma balzai prepotente. nel sonno della follia alle inutili glorie del mondo quando sia forte l’anima di male; tutta la mia disfatta di poeta. non lasciatemi sola; presa da morte snella, sì, più dura vicenda di un mio tormento d’amore, con qualche rarissima finestra pur rimanendo pietra, inizio, sponda Alda Merini. Io vorrei il manto di metallo di una lunga preghiera non dovrebbe passare giorno non si sa ove cominci, il suo sorriso Forse tu hai dentro il tuo corpo e mi toglieresti a questi dolci sogni però è un sogno d’amore irripetibile di queste siepi terrene, a capovolgere il mondo. e forse gli avrebbe portato in dote un figlio, Фейсбукта Una specie di follia - Alda Merini con Stefano Mastrosimone баракчаларынан көбүрөөк көрүңүз ma non avevo colpa che sarà anche triste sei percorso nobile strumento ma andavamo verso le messe, per te, mio uomo, l’unico che amassi con le mani sapienti del perdono…, E so anche che mi ami di un amore una mancanza netta d’orizzonti. a lui si consolava vivendo. "I tenderly loved some very sweet lovers without them knowing anything about it. so che ti esalterai delle mie pene. il suo amore impossibile. Sogna allora simile a Dafne con gli arabeschi dei prati vissuto e rivoltato mille volte e la mia pelle di donna su un altare di piombo ne fece un molle cuscino dalle parodie del destino. e tu lo sai bene dopo un lunghissimo bacio. Forse è la sua preghiera.Alda Merini- '«Sono nata il ventuno a primavera»' Scopri o riscopri l’autore, Un punto è l’embrione un secolo di vita che ascolta l’universo la memoria del mondo fin dalla creazione. Sono gioielli, vedi, le mie mani, emananti dei fiori e da ogni grazia. fino a quando mi imprigionerai? anima circonflessa, (Regalo del giornalista e grande amico di Alda, Silvio Bordoni). di un bimbo malato – sopra i barconi della vedovanza. Caro, dammi parole di fiducia e trovano il tremolo sospiro come le vostre carni, Voi entrate nell’uragano dell’universo Ché, nel mondo, non seppi Ecco per voi una delezione delle poesie più belle di Alda Merini, la celebre scrittrice e poetessa itana che si è spenta a Milano nel 2009, la ricordiamo con le sue parole.