Il nostro scopo è quello di strutturare gli elementi della pubblicità nella maniera più idonea al rafforzamento della propria identità. Poter dire che la pubblicità interviene sul subconscio, o condiziona le menti, o induce reazioni volute a seguito di una serie di stimoli iterati, magari subliminali, certamente colpisce la fantasia in primo luogo dei possibili investitori pubblicitari, e poi di chiunque entri in contatto in qualche modo con questo mondo della pubblicità che non di rado si è presentato connotandosi più come una comunità di apprendisti stregoni che di professionisti. Immagina il Tuo Obiettivo…. Un terzo, quello dell’ “innovazione-adozione”, prevede invece le fasi della consapevolezza, interesse, valutazione, prova, adozione. A questo scopo si è dunque sviluppato, a partire dagli anni ’50 e fino al passato più recente, il filone delle cosiddette ricerche motivazionali, il cui scopo è di cercare di capire appunto quali siano le motivazioni “profonde” nelle scelte di acquisto o di rifiuto di beni e prodotti. A seconda della prospettiva di osservazione, la comunicazione d’impresa può essere suddivisa, a seconda della tipologia di pubblico cui si rivolge, in: Quando la comunicazione è rivolta ai pubblici interni, l’attività ha lo scopo di informare, coinvolgere e motivare i dipendenti, gli azionisti, la forza vendita. Non va infatti mai dimenticato che la pubblicità fa parte del mix di marketing, e da sola non è in grado di sopperire alla mancanza di un’offerta adeguata, o a una corretta politica di pricing, o ad una insufficiente capacità distributiva, e soprattutto ad una scarsa o solo presunta conoscenza del proprio mercato. Ad esempio, se i potenziali clienti non sono consapevoli dell’esistenza del prodotto o della marca, sarà indispensabile puntare in comunicazione più sulla notorietà, con messaggi brevi ma che concentrino l’attenzione sul nome, mentre se la consapevolezza è già ad un buon livello occorre sviluppare messaggi che dimostrino la superiorità e il valore del prodotto e della marca. Ciò nonostante conoscere la “fase” in cui si trova il pubblico dei destinatari della propria comunicazione è molto utile per adattare nel modo più efficace sia il messaggio che i mezzi. Si devono quindi definire i canali generici e poi i canali specifici da utilizzare per veicolare la comunicazione e i messaggi. lettori di riviste, e quali? Da qui l’implicazione, per la pubblicità, di dover mantenere una costante “pressione” di stimoli nei confronti del consumatore, mediante la riproposizione iterata dei messaggi pubblicitari, per condizionare le risposte e mantenere un elevato livello di rinforzo a favore di un certo prodotto. TUNGATE Mark, Storia della Pubblicità. Pretendere di “parlare a tutti purché acquistino” è l’indicatore più evidente di come non si conosca il proprio mercato, e di come un approccio marketing sia del tutto sconosciuto ed assente da parte di chi lo afferma. le caratteristiche socio-culturali – ad esempio, livello di istruzione/cultura, tipo di consumi culturali, stili di vita, modi di “vedere il mondo”, quanti e quali rapporti con i gruppi sociali di riferimento (famiglia, amici, colleghi, altre persone che condividono interessi sociali, culturali, sportivi, politici, eccetera); le abitudini di acquisto/consumo – ad esempio, livello di conoscenza del prodotto, forti/medi/deboli utilizzatori del prodotto e/o della marca, frequenza e intensità di utilizzo di prodotti o marche concorrenti; la possibile esposizione ai mezzi pubblicitari – ad esempio, lettori di quotidiani, e quali? Comunicazione Marketing Pubblicità Branding Comunicazione digitale Relazioni pubbliche Event marketing. Comunicazione e media > Comunicazione d'impresa e pubblicità ... Un efficace strumento analitico per tutti coloro che si occupano di comunicazione, pubblicità, marketing e … Inoltre, l’obbiettivo è di accrescere la notorietà del brand oltre che dei prodotti, e dell’impresa nel suo complesso (awarness), cercando e creando il consenso dei pubblici di riferimento. Tali meccanismi di difesa possono andare dalla non accettazione totale (girare pagina per non vedere la pubblicità su un quotidiano o rivista, cambiare canale televisivo, buttare nel cestino una lettera pubblicitaria prima di aprirla, e così via), alla “censura” mentale di ciò che si è visto/sentito, dimenticandosi quindi rapidamente del suo contenuto. A differenza della teoria precedente tutte le varie interpretazioni e applicazioni della psicoanalisi in pubblicità pongono l’essere umano al centro del modello, ma lo fanno per metterne più in evidenza le speranze, i sogni e le paure che le sue capacità cognitive, culturali, sociali. Gli uomini e le idee che hanno cambiato il mondo, … La comunicazione d’impresa estende quindi le proprie competenze e il raggio d’azione. Marketing col Cuore è alla costante ricerca di strumenti innovativi e rispettosi dell’individuo “persona” che assicurino le migliori performance comunicative, sia in termini di profitto aziendale che in quelli di tutela giuridica e personale. SedeMilano. Tali immagini nascoste non sono percepibili se non appunto a livello di subconscio, ma in realtà comunicherebbero al destinatario una precisa associazione tra l’immagine “neutra” e il significato di quella “nascosta”, facendo prevalere il richiamo di quest’ultima. Dagli anni ’50 in poi, per esempio, si è preteso di applicare alla pubblicità alcuni concetti derivanti dalla psicologia, per altro da parte di chi psicologo non era. La teoria dello stimolo-risposta non considera cioè un terzo elemento fondamentale, vale a dire la personalità del consumatore, che agisce da “filtro” nei confronti delle sollecitazioni ricevute. Stante la ripetitività di certe campagne, e la loro intensità, qualcuno parrebbe ancora crederci, pensando che il consumatore scelga solo in base alla maggior intensità di impulsi ricevuti, come se fosse una lampadina che si accende quando c’é la corrente elettrica e si spegne quando viene girato l’interruttore. La Comunicazione d’impresa, o pubblica, ha obbiettivi commerciali, organizzativi o istituzionali, ed  è rivolta in modo strutturato, attraverso strumenti e modalità dirette e non, ai vari destinatari (pubblici) interni ed esterni dell’impresa. Mezzi comunicativi moderni, che permettono di monitorare da vicino e nel dettaglio i risultati delle strategie comunicative, facendo riferimento ad esempio al metodo Inbound Marketing, che consente di analizzare tutte le fasi di avvicinamento del potenziale cliente, fino alla “chiusura” della vendita. Tutte le aziende, più o meno consapevolmente, possiedono un’identità precisa. Unica: Dorota Mieczyslawa Grannonio – C.F. ... Media relation e comunicazione d'impresa. Intanto la soglia percettiva varia notevolmente da un individuo all’altro, e per altro non è mai la stessa nemmeno nella stessa persona. L’impulso è la “forza interna” più urgente, che spinge all’azione (fame, sete, dolore, sesso, e così via). La comunicazione d’impresa: il complesso rapporto tra etica e pubblicità e tra comunicazione riservata e manipolazione - Diritto.it La possibilità di contattare molte persone in contemporanea, utilizzando appunto i mezzi di comunicazione di massa, ha favorito la crescita esponenziale del fenomeno pubblicità, e anche il sorgere di una serie di teorie sul suo presunto funzionamento che l’hanno fatta apparire, a seconda dei punti di vista, come il toccasana per incrementare le vendite (“la pubblicità è l’anima del commercio” è uno dei luoghi comuni più banali e diffusi) o come il demonio da cui rifuggire perché in grado di corrompere e stravolgere l’anima di chi vi è esposto. È infatti altamente probabile che le motivazioni d’acquisto non siano univoche per ogni potenziale acquirente di un certo prodotto, o viceversa che la non accettazione derivi più da una serie di motivi che da uno soltanto riconducibile comunque e sempre a qualche sorta di istinto profondo. La pubblicità ha una lunga storia alle proprie spalle. Il corso in Comunicazione d’impresa e relazioni pubbliche è il primo in questo ambito a essere stato fondato e il più numeroso in Italia. Sono invece evidenti nella storia anche recente di molte imprese le conseguenze spesso disastrose delle scelte e delle prassi conseguenti a tali luoghi comuni. Se il messaggio è in linea con le predisposizioni dell’individuo esso viene maggiormente percepito, compreso, interiorizzato, in altri termini viene rafforzato. E allora, poiché la maggior parte delle piccole imprese non dispone delle risorse finanziarie per poter sostenere tale impegno, l’imprenditore afferma che nel suo caso risulta più conveniente rinunciare alla pubblicità, magari autoconvincendosi, un po’ obtorto collo, che essa non serva, salvo poi pretendere di uscire con una dispendiosa campagna quando qualche soldo è stato messo da parte o è disponibile. Di conseguenza, la pubblicità deve agire sugli istinti primari, andare oltre le barriere convenzionali del super-ego e dell’ego, che controllano in modo socialmente accettabile tali istinti, e sollecitarne la soddisfazione tramite l’acquisto e il consumo di oggetti e beni in grado di superare le frustrazioni, le paure, i sensi di colpa che ognuno di noi vive a livello profondo. Studiart, da oltre 40 anni è un'agenzia di comunicazione e marketing a Piacenza che si propone come partner d'impresa a 360°. Esistono vari modelli che descrivono gli “stadi” attraverso cui un possibile acquirente passa dallo stato di non conoscenza del prodotto fino al suo acquisto. Le ricerche motivazionali, così definite, non vanno comunque confuse con il ben più articolato e soprattutto operativo insieme delle ricerche qualitative, che hanno invece lo scopo molto concreto di comprendere come si svolge il processo d’acquisto e di quali fasi e soggetti si componga, oppure di indagare sulla comprensibilità, il ricordo, la decodifica dei messaggi pubblicitari. Il laureato nel curriculum in Comunicazione d’impresa, marketing e pubblicità potrà svolgere la propria attività come: Gestore dei flussi di comunicazione verso i diversi pubblici, esperto di marketing, brand e product manager, pubblicitario (account, copywriter, art director), esperto della comunicazione d'impresa. Attraverso le ricerche è possibile, tra l’altro, scoprire quanti siano e quali caratteristiche abbiano i clienti maggiori utilizzatori, oppure i più soddisfatti, oppure quelli occasionali o rari, e attraverso queste informazioni si può orientare meglio la strategia, lo sforzo pubblicitario a sostegno dello sviluppo delle vendite del prodotto e per il consolidamento dell’immagine della marca. Infatti, se fosse vero in modo e misura automatica che a maggior spesa corrisponde maggior effetto, la strada obbligata sarebbe quella di destinare agli investimenti pubblicitari una cifra tendenzialmente infinita per aumentare il proprio livello di vendite. Torneremo in seguito su questo concetto, e sulle implicazioni pratiche che ciò comporta in termini di ruolo e missione della pubblicità per l’impresa. Ad esempio, se ho sete (impulso) e vedo in televisione la pubblicità di una birra (stimolo), potrei alzarmi, andare al frigorifero e aprire una lattina (risposta). Del resto molti pubblicitari hanno favorito, con i propri comportamenti, il consolidamento di questa immagine della pubblicità come di uno strumento tutto sommato misterioso ma di massima potenza, la moderna bacchetta magica, in grado di condizionare e manipolare la volontà dei destinatari della comunicazione da essa veicolata. La comunicazione aziendale rivolta ai pubblici esterni ha finalità di tipo istituzionale, marketing, commerciale o organizzativo. Obiettivo del corso. L’obbiettivo di medio-lungo termine è mantenere un posizionamento e un’immagine positiva con la finalità di favorire la fedeltà alla marca e all’impresa. La comunicazione d’impresa esterna, può essere così suddivisa in: La comunicazione di marketing, che più ci interessa,anche conosciuta come “comunicazione di prodotto”, ha l’obbiettivo di  promuovere la commercializzazione dell’offerta aziendale, quindi di promuovere i prodotti e i servizi. La prima edizione del Master in Marketing e Comunicazione d’Impresa risale al 1989 quando in Italia si parlava ancora poco di Master e, ancor meno, di Master in Comunicazione.. L’esigenza di dare vita a questo Master nasce da una ricerca realizzata dalla Fondazione Agnelli nel 1987 sul fabbisogno di nuove professioni tra le piccole-medie imprese del nord Italia. Il capitolo conclusivo di questo libro è dedicato alle tecniche di misurazione dell’efficacia della pubblicità e in quella sede si presenteranno anche le più diffuse e utilizzate ricerche di tipo qualitativo. Non sono mancati inoltre più o meno illustri teorici che hanno affermato, a vario titolo, il potere taumaturgico della pubblicità, sia sul versante di chi ne faceva un’apologia per affermarne la validità sul piano del business, sia viceversa da parte di chi invece ne ha messo in rilievo gli aspetti negativi in termini di influenza sui comportamenti sociali. GRNDTM71A41Z127S – P.IVA 09100860965 – REA CCIAA di Pescara PE-155569, Copyright © Marketing col Cuore Marchio registrato | Web design: Kuna Web Agency, Post covid: riqualificazione e riconversione della produzione, Content marketing e Copywriting: la struttura di un buon articolo, 5 buoni motivi per richiedere una consulenza marketing. La marketing communication (comunicazione di marketing) propone una gestione unitaria delle attività di comunicazione di marketing e si traduce nell’adozione di un piano di comunicazione integrata di marketing (Integrated Marketing Communication) che permette di comunicare un messaggio che sia coerente ai vari pubblici obiettivo (target, o meglio “Buyer Personas“). Se non c’è una aspettativa preesistente, magari anche solo debole o latente, la pubblicità non è in grado di indurre una domanda. Invece di pensare al possibile consumatore come un semplice destinatario del messaggio che va suggestionato o condizionato nei suoi comportamenti, l’approccio va completamente rovesciato. Inoltre, come afferma Moore, “se è vero che lo stimolo più forte esercita un’influenza maggiore dello stimolo più debole, gli stimoli subliminali sono talmente deboli che vengono facilmente annullati da altri stimoli che corrono sullo stesso canale sensoriale e l’attenzione è attratta da altre modalità. In pratica, si tende ad esporsi di più a quei messaggi che sono in armonia con i propri atteggiamenti e gli interessi preesistenti. Questo insegnamento è tenuto da Emanuela Conti durante l'A.A. La Comunicazione d’impresa è quell’insieme di attività che, opportunamente pianificate, concorrono al raggiungimento degli obiettivi aziendali. Pubblicità, Marketing e Relazioni Pubbliche Principale obiettivo dell’indirizzo in Pubblicità, Marketing Internazionale e Relazioni Pubbliche del corso di Laurea in Scienze della Mediazione Linguistica è preparare professionisti in grado di operare nella gestione aziendale, in particolar modo all’interno dei processi di comunicazione d’impresa. Al formarsi di una immagine distorta di ciò che la pubblicità è in grado di fare hanno contribuito, purtroppo e non poco, anche molti addetti ai lavori che di volta in volta hanno presentato teorie o applicazioni definibili per lo meno come bizzarre, frequentemente con una patina di presunta scientificità o appoggiandosi a filoni in quel momento di moda. La Comunicazione è incaricata di fornire il messaggio, precedentemente stabilito dal reparto Marketing. Generalizzare quindi un modello di motivazione in grado di spiegare i comportamenti che sia valido per tutti i potenziali acquirenti di un determinato prodotto è quindi fuorviante, e rischia di far seguire alla pubblicità una strada poco proficua. In altri termini, se è vero che resistenze, paure o gratificazioni possono essere associate al consumo di certi prodotti, è anche vero che per altri soggetti potremmo scoprire che sono altre le paure, le resistenze o i motivi di soddisfazione. Economia e Diritto per le Imprese e le Pubbliche Amministrazioni; Management e Comunicazione d'Impresa; Pubblicità, Comunicazione digitale e Creatività d'Impresa; Master; Scuole di dottorato; Corsi di perfezionamento; Organizzazione didattica Queste attività, nel caso di comunicazione di marketing, si propongono innanzitutto di informare, coinvolgere, influenzare il consumatore, convincendolo all’acquisto del prodotto o del servizio offerto (offerta). Per la comunicazione di marketing la forza vendita è spesso più efficace della pubblicità (soprattutto nella fase di convincimento all’acquisto e riacquisto), però è meno ... Stella Romagnoli Strumenti e Strategie della Comunicazione d'Impresa 36 . Facoltà di Lettere e filosofia-Scienze Politiche e Sociali. Ma c’è un altro elemento che va considerato ai fini di una corretta impostazione del proprio programma pubblicitario e in generale della comunicazione per la propria impresa. Project work finale. I suoi fondamenti si trovano in forma scritta già nella Téchne rhetorikè di Aristotele, ma anche le civiltà monumentali precedenti conoscevano il significato e praticavano la pubblicità: che cosa sono infatti le piramidi, ad esempio, se non la pubblicità alla potenza del faraone? La comunicazione aziendale rivolta ai pubblici esterni ha finalità di tipo istituzionale, marketing, commerciale o organizzativo. Questo tipo di ricerche esplora le motivazioni tramite una serie di tecniche di colloquio e di domande mutuate dalla psicanalisi clinica, il più delle volte con un rapporto personale e diretto tra intervistatore e intervistato, più raramente con la realizzazione di colloqui di gruppo, talvolta ricorrendo a strumentazioni e macchine particolari, che hanno ad esempio lo scopo di misurare il livello di dilatazione della pupilla dell’occhio, oppure il battito cardiaco, quando si sottopongono agli intervistati stimoli visivi di vario genere. Se infine la maggior parte degli acquirenti ha esaurito il periodo “di prova” occorre invece sviluppare la comunicazione con azioni di sostegno al ricordo, rafforzare cioè l’abitudine al prodotto o marca, per contribuire alla fedeltà in termini di acquisto e utilizzo. Sono tutti questi elementi, e le interrelazioni tra loro, che permettono lo svolgimento di qualsiasi comunicazione, compresa ovviamente la pubblicità. Sulla presunta efficacia di questa modalità di comunicazione pubblicitaria le perplessità sono giustamente rilevanti. Tali luoghi comuni possono essere così riassunti: Non c’è nessuna evidenza empirica che dimostri come questi luoghi comuni, sebbene radicati nell’opinione di molti, abbiano una loro validità nei fatti. Nelle sue forme più raffinate consiste nell’inserire immagini o simboli che si riferiscono a qualcuno degli istinti primari all’interno di altri immagini, apparentemente “neutre”. L’efficacia della comunicazione è correlato alla preesistenza di un atteggiamento coerente con i contenuti della comunicazione. Queste circostanze pongono seri dubbi su qualsiasi possibile applicazione nel settore del marketing”. e così via. Se poi indaghiamo ancora più in profondità scopriremo, sempre secondo questo approccio, che la motivazione di fondo è il desiderio di gratificazione dei propri istinti sessuali frustrati. L’offerta didattica della Laurea triennale in Comunicazione d’impresa, marketing e pubblicità dell’università LUMSA, è composta da diversi insegnamenti, non solo teorici, distribuiti uniformemente nei tre anni di durata dell’intero percorso formativo. Sulla capacità della pubblicità di indurre i consumi basterebbe confrontare l’andamento degli ultimi vent’anni di investimenti pubblicitari con l’andamento dei principali indicatori economici per rendersi conto che la pubblicità ha seguito e non anticipato le varie fasi del ciclo. Fare comunicazione invece vuol dire prendere i dati delle ricerche di marketing e confezionare, sulla base di questi, dei messaggi su appositi canali per raggiungere il giusto pubblico e presentarsi al meglio. Endorsement Assorel-Ferpi per la qualità dell'offerta formativa. Il più diffuso e conosciuto è il cosiddetto “modello AIDA”, dove l’acronimo sta ad indicare Attenzione-Interesse-Desiderio-Azione, identificando queste come le fasi attraverso cui si realizza il progressivo avvicinamento del cliente fino all’atto d’acquisto. Lo stimolo è più debole, e proviene dall’ambiente esterno. Per far ciò, investiamo molto nella formazione rivolta all’ottimizzazione di tutti i processi produttivi che compongono l’impresa. È il marketing a decidere le politiche di comunicazione, al mercato spetta il compito di coordinamento a livello di comunicazione d’impresa. Per sapere a quale dei possibili stadi si trovi il pubblico dei clienti, attuali o potenziali che siano, anche in questo caso sono indispensabili le ricerche, che misurano appunto il “livello” di coinvolgimento verso il prodotto o la marca esplorando conoscenza, frequenza e intensità di acquisto e di utilizzo da parte dei clienti. La Laurea Magistrale Compass in Comunicazione Pubblica e d'Impresa (classe LM59 in Scienze della comunicazione pubblica, d'impresa e pubblicità) è un corso di II livello che fino al 2015-16 è stato ad accesso libero ma con verifica obbligatoria dell'adeguata preparazione personale. È comunque solo a partire da fine ‘800 – inizio ‘900 che la pubblicità diventa un fenomeno di rilievo, in grado di coinvolgere direttamente la maggior parte degli individui che vivono e fanno parte delle società industrializzate. I anno (Comunicazione d’impresa, marketing e digital media) II anno (Comunicazione d’impresa, marketing e digital media) III anno (Giornalismo, relazioni pubbliche e uffici stampa) III anno (Comunicazione d’impresa, marketing e pubblicità) Modulo esonero frequenza; Archivio. Nei connotati del nostro pubblico comprendiamo: È evidente che tutte queste informazioni sul pubblico dei destinatari permettono di “tarare” meglio sia i contenuti e il linguaggio sia la scelta dei mezzi più adatti per raggiungere i destinatari stessi, e inoltre consentono di comprendere meglio ciò che il pubblico è maggiormente predisposto a sentirsi dire. la pubblicità è in grado di creare bisogni; la pubblicità usa “trucchi” per sorprendere l’ignaro consumatore e convincerlo ad acquistare; in virtù di questo suo potere seduttivo la pubblicità fa aumentare i consumi e moltiplica gli atti d’acquisto; la pubblicità dunque è onnipotente, perché condiziona i comportamenti; quindi, tanto più si spende in pubblicità, tanto più aumenteranno le vendite. Quel che si dice “campagne martellanti” e ripetute nel tempo. Un progetto di comunicazione efficace richiede una pianificazione che prevede l’utilizzo di un mix di strumenti, tra loro complementari e capaci di un lavoro sinergico, con l’obiettivo ultimo di ottenere i migliori risultati.